Recensioni, Citazioni

» Il Fatto Quotidiano

{Lo scaffale dei libri}

Al diavolo il romanzo contemporaneo.

Davide Turrini

 

» Marvin Rivista

{Custode dell’isola, custode della memoria: Le isole di Norman}

La scrittura ha un che di liquido, il lettore è trascinato ma con calma. Le parole lo cingono e lo accarezzano – come fa l’acqua quando si sta a galla – e lui non può fare a meno di persuadersi: io da qui non esco.

Giulia Mariottini

 

» Progetto Nero su Bianco

{Consigli di lettura #estatenerosubianco}

Se cercate delle risposte, questo romanzo non fa per voi, perché le certezze sono tante quanto le domande che rimangono aperte.

Massimo Campigli

 

» la Lettura | Corriere della sera

{In giro per l’isola a sparpagliare libri}

Le isole di Norman di Veronica Galletta è un esordio elegante che si distingue, e sorprende, per la netta presenza di un talento già maturo e rigoroso. A partire dalla lingua, precisa, ma piena di varianti, concepita con acuta sottigliezza stilistica.

Orazio Labbate

 

» ThrillerNORD

{Le isole di Norman}

L’industria editoriale italiana a volte si tuffa nella ricerca spasmodica di esordi, una vera e propria caccia. La Galletta è un caso prezioso. Riesce con una lingua chiara ed essenziale a descrivere ambientazioni e un fortissimo pathos ed empatia verso i personaggi di cui costruisce una mirabile caratterizzazione. Limpidi i pensieri e le riflessioni e veramente notevoli, tanto da appuntarli e conservarli.

Francesco Morra

 

» La Stampa | Tuttolibri

{Quelle pile di libri lasciati dalla mamma nascondono una mappa dell’isola di Ortigia}

Le isole di Norman di Veronica Galletta è un romanzo interessante e sconcertante.

Angelo Guglielmi

 

» Altri Animali 

{Ricalibrare l’astrazione}

Eppure l’acqua e non la terraferma è l’elemento dominante, la chiave di volta che apre e chiude la narrazione disegnando un cerchio perfetto.

Martina Panza

 

» Chi

{Nuovi personaggi degni di attenzione}

È un romanzo fortunato, questo di Veronica Galletta — siracusana che vive a Livorno, ingegnere con l’amore per la scrittura — già finalista al Premio Calvino (2015) e ora vincitore del Campiello Opera Prima.

Nicoletta Sipos

 

» Wired

{50 libri per quest’estate}

Vincitore del Campiello opera prima, questo romanzo è una complessa, affascinante e dolorosa ricostruzione del passato.

Paolo Armelli

 

» Avvenire | dettaglio

{Sulle isole il tesoro è dentro di noi}

 In quei due spazi: le parole, l’attesa, la letteratura, i libri come una caccia al tesoro, la nostalgia, l’assenza, “qualcosa che prima era  presente e adesso non c’è più”.

Eugenio Giannetta

 

» Io Donna

{Le isole di Norman}

Quando la madre scompare, Elena decide di perlustrare l’isola in
cui vive, Ortigia, alla ricerca del proprio tesoro, la verità su
ciò che ha segnato il destino della famiglia.

Luisa Brambilla

 

» Gazzetta del Mezzogiorno

{Cicatrici dell’anima o «Isole di Norman»?}

 Ma resta impressa la forza della scrittura che plasma le pagine
di questo splendido romanzo della memoria.

Diego Zandel

 

» Marco Polo

{Libri in viaggio}

Isa Grassano

 

» pensierosecondario

{Mappe e ormeggi: Le isole di Norman di Veronica Galletta}

Le isole di Norman è un romanzo di formazione sospesa, anomala, torbida, attraversata da una nota insistente di mistero, da lampi di consapevolezza dolorosa e da un amore sfacciato per la letteratura .

Stefano Solventi

 

» CriticaLetteraria

{Dentro l’orizzonte degli eventi}

È una scrittura poetica eppure terragna, che sa narrare dei sogni e delle paure di un’adolescente ma anche portare alla mente l’odore del sale e la luce che s’incaglia nei vicoli. È, insomma, una scrittura da tenere sotto osservazione.

David Valentini

 

» Libreriamo

{Il romanzo vincitore del Premio Campiello Opera Prima}

“Le Isole di Norman” di Veronica Galletta è un superbo esordio letterario.

Maria Pia Romano

 

» Sul Romanzo

{Un esordio premiato dal Campiello Opera Prima}

Le tappe della sua ricerca diventano presto una specie di pellegrinaggio a ritroso nella tormentata storia della famiglia, in un tentativo di comprendere i motivi che hanno portato alla sua totale disgregazione e alle diverse sofferenze dei genitori.

Annamaria Trevale

 

» Il Giornale di Brescia

{Indagine emotiva lungo il terreno insidioso della memoria}

Sorretta da un’eccellente qualità di scrittura, dal potere immaginifico ed evocativo, Veronica Galletta ci addentra in un luogo di seducente atmosfera, accostandoci allo spirito di chi la abita suo malgrado, elaborando una filosofia della vita quotidiana.

Paola Baratto

 

» @CasaLettori

{Amiamo leggere e condividere}

La narrazione oscilla come il vento siciliano, accoglie i nodi del passato, fluttua in un turbinio di immagini. Si fa incandescente come la lava del vulcano, fruga tra i ruderi di una terra che non sa trovare risposte.

Maria Anna Patti

 

» IoDonna

{Libri per emozionarsi: vite di provincia, alla ricerca della felicità}

Tra scogli e piazze spoglie Elena riscrive e ridisegna la cartografia dei loro sentimenti. Negli anni trasforma ogni domanda abortita sul suo passato in una mappa. Lei possiede solo il ricordo di un’ustione. Il trauma diventa un gioco per lei: le sue cicatrici diventano isole, Le isole di Norman.

Michaela K Bellisario

 

» la Repubblica Palermo

{Io, da Ortigia al Campiello}

L’autrice intreccia con cura la via della memoria con i luoghi di Ortigia, compresa “la Casa con un occhio” – il carcere neoborbonico e abbandonato.

Francesco Musolino

 

» Interno Storie

{Playlist di maggio, bicicletta e fiori}

Lascia quella casa con un segreto, a lei resta il dolore. Per lenire quella assenza inizia un viaggio carico di riti intorno all’isola, ripensare la quotidianità attraverso un dizionario di cose, luoghi.

Marina Grillo

 

» F

{Desiderio di rinascere. Quattro scrittrici ci raccontano il motore del mondo}

Dentro al dolore. Romanzo d’esordio, finalista del Premio Calvino. Elena, una giovane che vive col padre a Ortigia, ha cicatrici ben visibili e un trauma infantile seppellito nella sua mente. Quei segni diventeranno isole di una ideale mappa del dolore, da ripercorrere per trovare le risposte.

Liana Messina

 

» LuciaLibri

{Galletta, quella casa-nave e la ricerca di un senso}

Le isole marcano la vicenda di Elena dentro e fuori, sono il corpo nelle cicatrici che come arcipelaghi le popolano le gambe e la schiena, sono lo spazio in cui si muove per la sua ricerca tra le mappe e i libri della madre andata via. Siamo a Ortigia, il cuore antico di Siracusa, la sua isola densa di fascino, arte e personaggi, che non sarebbe la stessa senza il mare, e senza i suoi gatti, e che rende unico e assai particolare questo romanzo.

Alessandra Chiappori

 

» Giornale di Sicilia

{Veronica, debutta l’ingegnere con il «demone» della scrittura}

Elena si muove tra i vicoli di Ortigia, in preda a un’ossessione: studia e ricostruisce mappe dei luoghi, in cerca della madre, e fa un’altra ricognizione topografica, quella delle cicatrici della propria pelle.

Salvatore Lo Iacono

 

» L’Officiel

{5 libri di scrittrici da leggere}

Elena, una giovane studentessa, abita sull’isola di Ortigia, insieme alla madre che vive chiusa in una camera da diversi anni, circondata da libri. Quando la mamma scappa di casa, la protagonista inizia un viaggio rituale attraverso i luoghi della loro isola, come se fosse un’isola del tesoro. Isole e corpo, corrispondenze.

Valeria Montebello

 

» Linkiesta

{Le isole di Norman di Veronica Galletta. Recensione}

Le cicatrici di Elena sono segreti taciuti e allo stesso tempo sono la mappa della sua vita che ha desiderio di ricomporre ma questa “ricostruzione” non può avvenire completamente attingendo dal passato perché la memoria è di fatto “una decisione politica” che lascia sfumare alcune cose e ne trattiene altre.

Elisabetta Favale

 

» Marie Claire

{Libri Wow. Donne da leggere}

Un esordio intenso, che cerca di lenire l’assenza.

Marta Cervino

 

» Style Magazine

{Libri: le novità da non perdere a maggio 2020}

Il libro racconta la storia di Elena, giovane studentessa che abita sull’isola di Ortigia insieme al padre, ex militante del Partito comunista, e alla madre, che vive chiusa in camera da diversi anni, circondata da libri che impila secondo un ordine chiaro solo nella sua testa.

Gaetano Moraca