Recensioni, Citazioni

» pensierosecondario

{Un posto in cui stare}

È un romanzo di cose piccole e grandi, come un film di Mazzacurati, come una canzone di Nick Drake. Come un crepuscolo di sogno e di carne, di freddo e mancanza, di terra e sguardi. Un romanzo che ricorderò a lungo.

di Stefano Solventi

» booktomi

{Nina sull’argine}

Nina sull’argine è anche un romanzo sul lavoro, sui lavoratori, sulle professionalità, sulle difficoltà, sulle giornate spese e vissute nel fare bene – prevalentemente – il proprio mestiere, con abnegazione, con coscienza. Fino a starne male. 

di Andrea Salonia

» Arcane storie

{Com’è difficile essere donna in un cantiere}

Costruito con assoluta sapienza tecnica e padronanza di un mestiere governato da regole precise, mai a rischio di scivolare dentro il baratro di uno sterile sfoggio di termini e dinamiche lavorative sconosciute alla grande maggioranza dei lettori, “Nina sull’argine” è un romanzo che ruota attorno alla ricerca della protagonista di “un posto dove stare”.

di Alessandro Mezzena Lona

» La Derrick Racconta

{Nina sull’argine, questo cantiere che è la vita…}

Il modo delicatissimo di parlare dell’essere una professionista donna in un settore in cui dominano gli uomini, senza cadere mai nello scontato, senza sconfinare nel pietismo o nelle banalità trite e ritrite.

di Eleonora D’Errico

» SoloLibri

{Nina sull’argine di Veronica Galletta}

Scrive bene, con accuratezza, con una lingua precisa e un lessico specifico potente, la scrittrice Veronica Galletta, che ha pubblicato lo scorso ottobre per minimum fax Nina sull’argine, un romanzo insolito nel panorama della narrativa italiana, e che le è valso l’ambito riconoscimento di essere inclusa nei dodici candidati al Premio Strega 2022.

di Elisabetta Bolondi

» Il Messaggero

{L’identità e la trasformazione di Nina, ragazza che voleva aggiustare le cose}

Nina sull’argine di Veronica Galletta racconta questa mutazione, il passaggio essenziale che lei compie impegnata sul lavoro, i rapporti che lo rispecchiano, le difficoltà, i malintesi, le incognite.

di Renato Minore

» ArtsLife

{Una primavera di libri da leggere}

È una storia di personale resistenza, dove gli umori e il tempo si fondono, il privato e il pubblico si intersecano, c’è la rabbia e l’amarezza anche se “per risolvere le cose ci vuole calma”.

di Lucia Antista

» Appunti di carta

{“Nina sull’argine”, di Veronica Galletta}

“Nina sull’argine” è uno di quei libri che sarà bello rileggere, a distanza di tempo e a dispetto del tempo, perché invecchierà bene. Per recuperare i dettagli, cercarne di nuovi – quelle piccole dimenticanze figlie di una lettura vorace che non può abbandonare l’urgenza e la fretta di sapere – ritrovare le ombre.

di Stefania ADC

» Magma Magazine

{Arginare un mondo non reversibile}

In Nina sull’argine il cantiere e l’argine per Nina sono, invece, motivo di un’introspezione difficile, ma necessaria, per superare una consapevolezza dolorosa, ovvero l’idea che «il mondo non è reversibile».

di Alberto Paolo Palumbo

» Zetaluiss

{Caterina che rimane, Caterina che scappa.}

Un romanzo introspettivo con molto potenziale che però non viene sfruttato, rimanendo a tratti superficiale, non permettendoti di immedesimarti a pieno in nessuno dei personaggi. E nonostante si tratti di temi abbastanza odierni e comuni che potrebbero trovare molto riscontro, anche lì poca personalità.

di Claudia Bisio

» La Gazzetta di Parma

{I magnifici 10: ecco i libri della primavera}

Bel ritratto di una donna di temperamento sdoppiata fra forza morale e inappartenenza. E ben riuscita la descrizione di un mondo di fatica e di stress.

di Giovanni Pacchiano

» Freschi di stampa Il Sole 24 ore

In una scia illustre. Penso soprattutto a L’argine di Grazia Deledda (1934).

di Gino Ruozzi

» Malgrado le mosche

Alla letteratura del ‘900 Nina sull’argine è indiscutibilmente molto legato e lo dichiara. Tuttavia è un romanzo contemporaneo, che anche tecnicamente supera il postmodernismo, come è di questi tempi, supera il citazionismo, e inserisce i riferimenti nelle vite dei personaggi, nel paesaggio.

di Francesco Follieri

» Collettiva

Nella costruzione del romanzo, ricamata con abilità letteraria dall’autrice, trova posto anche Antonio, personaggio visibile solo nell’ombra e nella solitudine, operaio di lunga esperienza che nell’economia della storia diviene la personificazione, seppur eterea, di molti dei problemi che possono trovarsi in determinati luoghi di lavoro, a partire dal mancato rispetto dei diritti degli stessi lavoratori.

di Emiliano Sbaraglia

» Casa Lettori

L’ambiente verrà stravolto e non è facile adattarsi e specchiarsi nelle novità. Un arcano e misterioso incontro infittisce la trama, invita a interrogarsi sul potere della suggestione.

di Anna Maria Patti

» L’Indice dei libri

È un romanzo eclettico: non solo un romanzo sul lavoro […] ma anche un romanzo di formazione, sul sofferto passaggio dall’innocenza all’esperienza […], sulla transizione che consente di superare la fine di un amore o più in generale di costruire argini dentro di sé.

di Laura Mollea

» blockmianotes

La scrittura di Veronica Galletta costruisce un cantiere e costruisce Nina, in sovrapposizione. Ci restituisce la geografia emozionale di una porzione di mondo […] in un fluire continuo, senza inciampi o sbavature, giocando con un linguaggio tecnico che si alterna e si fonde al linguaggio interiore di Nina.

di Mia Parissi

» CrunchEd

Un romanzo che, prendendo le fila dai temi sul lavoro, si allarga a macchia d’olio verso altri contenuti: la solitudine, l’incorporeo, la perfezione e la sua irraggiungibilità.

di Chiara Bianchi

» Convenzionali

Un testo con una lingua brillante e avvolgente che si inserisce in una lunga tradizione di letteratura del lavoro, sul lavoro, per il lavoro e con il lavoro.

di Gabriele Ottaviani

» Io Donna

{Costruttori di ponti: Nina sull’argine}

Un romanzo che fa parte della letteratura sul lavoro ma tratteggia la vulnerabilità di tutti noi, indecisi se essere acciaio o ghisa.

di Maria Grazia Ligato e Luisa Brambilla

» In allarmata radura

{Tra progetto e materia. “Nina sull’argine” di Veronica Galletta}

Per dare voce ai suoi personaggi Galletta fonde la lingua tecnica del cantiere con l’abilità nell’intessere dialoghi. In poche battute riesce a dare vita a dinamiche lavorative tipiche della commedia italiana – il geometra puntiglioso, l’assessore costantemente preoccupato per il pranzo – restituendo loro freschezza.

di Livia Del Gaudio

» La nuova Sardegna

{Le novità in libreria}

Mentre si realizzerà l’argine fisico, la protagonista ne dovrà costruire uno anche per sé, che la ripari da un ambiente di soli uomini e dalle incertezze della sua vita privata.

» Rumore

{Nina sull’argine}

È la nebbia della pianura padana, altra protagonista di questa storia così profondamente e amaramente italiana.

di Letizia Bognanni

» A pick a day

{Nina sull’argine: una lettura}

Nina sull’argine è l’ultimo romanzo di Veronica Galletta, una storia che è tante storie, una narrazione composta da molti materiali, tanti vettori imbastiti in una trama di alta “ingegneria poetica”.

di Francesca Grispello

» Informazione senza filtro

{Donne sull’argine di una crisi di nervi}

C’è, in questa visione di un lavoro di cui tutti sono orgogliosi, di un’umanità compatta che si sente capace di condividere sforzi e soddisfazioni, qualcosa di quasi mistico. E che Nina sia donna allora se lo dimenticano tutti.

di Piero Dorfles

» Il Tascabile

{Nina sull’argine di Veronica Galletta}

Il paesaggio geolocalizzato e insieme capriccioso di Nina sull’argine può ricordare altre operazioni di trasfigurazioni del reale in letteratura. […] Galletta, tuttavia, modella una storia lieve, miracolosa nel suo riuscire a rasentare depressione e paura senza rimuginarci sopra.

di Francesca Massarenti

» Rivista Blam

{Nina sull’argine di Veronica Galletta: costruire per ricostruirsi. Recensione}

Abbiamo conosciuto Veronica Galletta con un romanzo che sapeva di crescita e guarigione (Le isole di Norman) e non c’è da stupirsi se il suo secondo libro – Nina sull’argine, pubblicato da minimum fax – procede nella stessa direzione, in uno scavo che è, al contempo, psicologico e materiale.

di Rebecca Molea

» Riccarda Dalbuoni

{Nina sull’argine}

Nina sull’argine, edizioni Minimun Fax, di Veronica Galletta è la storia di una giovane donna che mentre costruisce qualcosa per la comunità, edifica dentro di sé un altro argine.

di Riccarda Dalbuoni

» Magma Magazine

{«Nina sull’argine»: arginare un mondo non reversibile}

Nina intraprende un percorso in cui prova quello che Christa Wolf definì nelle Premesse a Cassandra «dolore di farsi soggetto». La protagonista riesce a emanciparsi dai suoi fantasmi, a «governare il movimento», ma il prezzo da pagare è doloroso. 

di Alberto Paolo Palumbo

» Il Foglio

{Veronica Galletta, Nina sull’argine}

Galletta costruisce un romanzo di formazione assolutamente disincantato, scansando ogni possibile cliché e strutturando una narrazione ambivalente, continuamente impostata da un’angolazione nebbiosa, sfumata, acquosa come il fiume di Spina.

di Alessandro Mantovani

» LuciaLibri

{Galletta, l’ingegnera, il cantiere e le montagne russe della vita}

Un riuscito romanzo sul lavoro: un’inedita versione al femminile del passaggio che accompagna le insicurezze personali verso la presa salda di una responsabilità. 

di Alessandra Chiappori

» Marvin Rivista

{Nina sull’argine: un cantiere aperto}

La lingua del romanzo è asciutta, montata sulla salda impalcatura del gergo tecnico. Descrive argini, prove tecniche, assestamenti, con un’aderenza al paesaggio che segue il ciclo delle stagioni. È degna erede di quella letteratura industriale degli anni Sessanta e Settanta, che conosce i suoi risultati migliori nella Speculazione edilizia di Calvino, nel Memoriale di Volponi e, infine, nella Chiave a stella di Levi.

di Agnese Caddeo

» D (la Repubblica)

{Nina sull’argine}

“C’è qui l’ingegnere giovane, sai. No, è una donna”. Smentire le aspettative dell’interlocutore di una telefonata, ecco perché a volte suona più femminista il maschile di una professione che il paritario ministra o direttrice (ingegnera si usa di meno).

di Laura Piccinini

» il venerdì (la Repubblica)

{L’ingegnera del Sud e i fantasmi del cantiere}

Con una storia che richiama la tradizione del realismo magico, tra personaggi che si muovono tra mondo dei vivi e mondo dei morti in un continuo alternarsi di presenze reali e fantasmi, Veronica Galletta ci conduce dentro il grande cantiere della vita.

di Giuseppe Lorenti

» laLettura

{Il primo cantiere non si scorda più}

L’argine del fiume è metafora dei confini da provare a superare per porsi aldilà del mondo e degli uomini.

di Orazio Labbate

» Marie Claire

{Libri Wow}

Una giovane ingegnera alle prese con un argine da costruire. Un cantiere che sembra invadere ogni aspetto della vita e confondere presente e passato. Una storia di vulnerabilità, lavoro e fantasmi da domare.

di Marta Cervino

» libriamoci913

{Nina sull’argine – Veronica Galletta}

Caterina si era guardata indietro. Alle loro spalle il fiume si allungava fino alla città, stesa sotto ai monti. Due grandi cime dal profilo simile, quasi sdoppiato, come ombre rivelate da un movimento inatteso nello scatto di una fotografia. 

di Lida N.

» La Repubblica Palermo

{I siciliani da best seller guidano l’autunno di carta}

Basta fantasia, qui c’è la realtà e il mondo del lavoro

di Marta Occhipinti