Biografia

bi·o·gra·fì·a/
sostantivo femminile
Ricostruzione letteraria della vita di un personaggio.
Origine
Dal gr. tardo biographía, comp. di bíos ‘vita’ e –graphía -‘grafia’ sec. XVIII.

Ricostruzione letteraria della vita di un personaggio. In questo caso il personaggio sono io, quella che scrive, allora sarebbe più appropriato parlare di

Ricostruzione letteraria della vita di un personaggio che scrive di altri personaggi.

Veronica Galletta

Se dovessi ricostruire la mia vita in maniera letteraria, di certo il primo elemento sarebbero i luoghi. Sono nata in Sicilia in una notte di dicembre, ma è stato per caso, o per volontà altrui, che poi forse è la stessa cosa; la mia famiglia infatti viveva già in Sardegna, a Ozieri, dove sono stata fino alla terza elementare. Poi il ritorno in Sicilia. Siracusa, fino al liceo, Catania per l’università, Genova per il dottorato, Parma per il primo lavoro, Livorno per il matrimonio e per un figlio. La Sicilia, Siracusa, l’isola di Ortigia, rimangono un punto fermo del mio immaginario, con il quale, come tutti i siciliani, confrontarmi e fare i conti. Sull’isola di Ortigia ho ambientato il mio primo romanzo, “Le isole di Norman”, finalista nella XXVIII edizione del Premio Calvino nel 2015.

Ho fatto studi scientifici, e sono laureata in ingegneria civile idraulica, ho un dottorato in ingegneria idraulica, ho studiato e lavorato con fiumi e con mari. Del mio lavoro, del mio essere ing., ho scritto, seppur con incursioni nel fantastico, nel romanzo “Stagioni. Storia di un cantiere”.

Ho scritto racconti pubblicati su riviste on line. Uno in particolare, “I pisci”, è legato a diverse altre cose che ho scritto, come il monologo “Sutta al giardino”, con il quale ho vinto nel 2013 il premio per monologhi teatrali PerVoceSola del Teatro della Tosse di Genova. Sullo stesso personaggio ho scritto poi un romanzo “Pelleossa”, che è stato finalista alla terza edizione del Premio Neri Pozza nel 2017. Anche in questo, come nei lavori precedenti, mi sono confrontata con la mia storia; il testo infatti è costruito con una mescolanza di italiano e dialetto.

Adesso sto scrivendo una storia su Livorno, la città in cui vivo dal 2008. Una storia nera, una storia vista con gli occhi di un estraneo, di un uomo che arriva in città per nascondersi. Trovo infatti che questa città, con la sua tradizione di accoglienza e abitudine al meticciato, offra molto a chi desideri vivere in disparte, come, in fondo, faccio io.